Riders on the Stormশহর আমাদের
Serie TV8 episodi × 50'Crime · DramaRoma Est

Riders on the Storm

শহর আমাদের। ভয় কারো না।La città è nostra. Paura di nessuno.

Tratta dal racconto di Massimo Scognamiglio

Leggi il racconto
Roma al tramonto dall'alto

La serie

Roma, vista dalla bici

Logline

Quattro rider bengalesi di Roma Est rubano un chilo di cocaina ai Dragona, la famiglia che comanda su mezza città. Con i soldi trasformano le bici delle consegne in mezzi da rapina e filmano i colpi su un profilo social che arriva a un milione e mezzo di follower. Erano invisibili, e diventano famosi. Più li guardano, più sono vicini alla fine. Dietro di loro c'è Apa, che dal Dhaka Mini Market tiene i conti di tutti e racconta la storia.

Formato
8 × 50'Prima stagione. La seconda comincia dall'ultima scena
Genere
Crime dramaAmicizia, riscatto, violenza
Lingue
Italiano · BanglaE il romanesco della strada
Voce narrante
ApaSamira Begum, 32 anni

Roma dall'alto. Il racconto la guarda dal basso.

Sinossi

Il soggetto

Roma Est, oggi. Ibrahim fa il rider e consegna pizze con sorpresa, piccolo spaccio. Una sera la sorpresa è uno spray al peperoncino: in un appartamento di Trastevere ruba un chilo di cocaina a Massimo, un corriere dei Dragona. Con lui ci sono Rash, Ferro e Nab, che dormono sulle brande del suo seminterrato a Torre Angela. E c'è Apa, che dal Dhaka Mini Market gestisce il money transfer della comunità e sa tutto di tutti.

Apa vende il chilo a due poliziotti corrotti. Con quei soldi la Banda trasforma le bici in mezzi da rapina e comincia a colpire le case della Roma bene, con le soffiate che passano dal Dhaka. Nab filma tutto e lo pubblica su @bengalboy.it. La rapina in diretta di Via Giulia li rende famosi in una notte. Ogni colpo successivo fa salire i follower e stringe la caccia: la polizia ferma i rider, la comunità paga, i Dragona fanno parlare Massimo prima di ucciderlo.

Quando Babu, l'usuraio della comunità, li riconosce e commissiona loro un sequestro, la Banda accetta «una volta sola». Ferro, riconosciuto dall'ostaggio, lo uccide. Alla festa del Boishakhi Mela i Dragona prendono Ferro, e i ragazzi lo trovano in un garage di Torre Spaccata quando è troppo tardi. Ferro muore senza aver parlato.

Apa mette insieme i pezzi: attira poliziotti, Babu e Dragona nello stesso posto e li lascia ammazzarsi tra loro, mentre i ragazzi partono per l'aeroporto con il bottino. Lei resta al Dhaka. Babu, unico sopravvissuto, la raggiunge lì. La prima stagione si chiude con un colpo a bruciapelo e un ricordo d'infanzia: una barca nella foresta allagata di Ratargul.

Cosa racconta

Amicizia. Riscatto. Violenza.

Amicizia

Cinque persone che si fidano solo l'una dell'altra. Ferro muore senza dire niente ai Dragona, con la testa sulla spalla di Ibrahim. Nessuno vuole partire senza Apa.

«Ragazzi, voi avete tutto pronto? Passaporti? Biglietti?» «Non senza di te.»

Riscatto

I ragazzi che portano la cena a Roma senza che nessuno li guardi decidono di prendersela. Il motto bengalese lo dice chiaro: la città è nostra. Chi diventa re di Roma, però, non può più andarsene.

«Roma era lì, ferma, che aspettava solo qualcuno con il coraggio di prenderla.»

Violenza

La violenza ha sempre un prezzo, anche quando finisce in diretta, e qualcuno lo paga: Massimo, Karim, Ferro, Apa. Ogni colpo filmato porta follower, e porta i Dragona più vicini.

«Non siamo più invisibili. Ma più diventiamo visibili, più siamo morti.»

Perché è diversa

Roma criminale, vista da chi non avevamo mai guardato

Il crime romano ha raccontato la Magliana, Ostia, la politica e i palazzinari, sempre dalla parte dei romani. Riders on the Storm sta dall'altra parte del citofono: la comunità bengalese, i rider, le strade di Roma Est. Prende il meglio di quella tradizione e la porta dove non era mai andata.

Cosa prende

  • La bandaIl racconto corale di ragazzi di periferia che vogliono prendersi la città, come in Romanzo criminale.
  • La mappa del potereFamiglie, divise sporche e usurai che si spartiscono Roma per quieto vivere, come in Suburra.
  • La tenerezzaL'affetto tra amici dentro la violenza, come in Non essere cattivo.

Dove si stacca

  • Il punto di vistaUna comunità straniera che racconta sé stessa, con le sue leggi, i suoi debiti e i suoi tribunali informali.
  • La voceNarra una donna: Apa, che non spara e non corre, ma tiene la contabilità di tutto, morti compresi.
  • Lo sguardoRoma all'altezza di una bici e del timer di un'app: diciassette minuti esatti dal Pigneto a Trastevere.
  • I social come armaLe rapine in diretta su @bengalboy.it fanno salire i follower e fanno scattare la caccia.
  • La gioiaMusica bangla-tech, sari rossi, il capodanno di Boishakh. La festa sta accanto alla violenza.

Perché ora

Gli invisibili sono ovunque

I rider attraversano ogni sera le nostre città e quasi nessuno li guarda in faccia. La comunità bengalese di Roma è tra le più grandi d'Europa, eppure lo schermo non l'ha mai raccontata dall'interno. Intanto i social hanno trasformato la violenza in contenuto e i follower in potere. Riders on the Storm mette insieme queste tre cose in una storia di genere.

Titoli di confronto

Si colloca tra

  • Top BoyLa banda di periferia raccontata dalla sua comunità
  • Gomorra – La serieIl crime italiano che viaggia nel mondo
  • Romanzo criminaleRagazzi che vogliono prendersi Roma
  • SnowfallL'ascesa rapida e il suo prezzo

Pubblico

Per chi

Il pubblico del crime drama europeo, 18–44 anni, che cerca storie nuove e autentiche. I ragazzi che vivono di social e riconoscono @bengalboy.it come uno di loro. Le comunità della diaspora sudasiatica in Italia e in Europa. Per piattaforme streaming e pay TV, con distribuzione internazionale.

La Banda al lavoro nell'Officina Romanelli

La Banda

These are my people

Vivono in un seminterrato di venti metri quadri a Torre Angela. Di giorno fanno consegne, lavano piatti e postano video. Di notte sono la Banda. Apri una scheda per conoscerli.

Apa al bancone con il quaderno dei conti

La voce narrante

Apa

Samira Begum · 32 anni · «la sorella maggiore»

Non consegna niente, non corre, non alza la voce. Gestisce il Dhaka Mini Market. È la mente della Banda e tiene i conti di tutti.

Apri la scheda →
Dhaka Mini Marketঢাকা মিনি মার্কেটAlimentari · Money transfer

Il luogo protagonista

Il Dhaka

Un alimentari di Roma Est con due frigoriferi che ronzano, una telecamera sopra la cassa e il calendario della Mecca. È piccolo, ma dentro ci sta mezzo mondo.

Dal Dhaka passano i soldi che tornano in Bangladesh, Pakistan, India e Sri Lanka, e passano le soffiate. È la banca della comunità, il confessionale e la centrale operativa della Banda. Qui Apa vende il chilo ai poliziotti, Babu lascia il suo incarico, i Dragona mandano il loro tuttofare per una ricarica. Qui tutto si chiude.

Nella serie il Dhaka è un personaggio e cambia con la storia: è rifugio all'inizio, bersaglio alla fine. Nella seconda stagione è sotto sequestro, con i sigilli della polizia sulla saracinesca.

Non si fa credito

Una giornata al Dhaka

  1. Su la saracinesca. Cuochi, badanti, muratori, rider con lo zaino ancora vuoto: acqua, banana, ricarica da dieci.
  2. Gli uomini mandano soldi a casa: una madre malata, una sorella che si sposa, un figlio che ormai al telefono li chiama zio.
  3. I rider, sudati anche d'inverno: energy drink, cavi USB, cerotti per le dita.
  4. I due italiani con le scarpe troppo costose. Contributi volontari.
  5. Giù la saracinesca. Apa apre il quaderno.

La mappa

Roma Est e la Roma degli altri

L'Officina Romanelli
Ponte di NonaOfficina Romanelli

Una carrozzeria mezza chiusa. Bici con motori nascosti nei mozzi, borse termiche col doppio fondo, armi senza matricola.

Il garage di Torre Spaccata
Torre SpaccataIl garage dei Dragona

Portone di lamiera verde, una sedia al centro, una batteria d'auto con i cavi già collegati.

La festa del Boishakhi Mela
Largo PrenesteBoishakhi Mela

Il capodanno bengalese: sari rossi, riso al cocco, il palco. E gli italiani che non sono venuti per mangiare.

Le scale di un palazzo del centro
Via Giulia · Parioli · Flaminio · Prati · MonteverdeLa Roma degli altri

Le case dove i rider salgono ogni sera con la pizza. Stavolta salgono con la pistola.

I rider sul Lungotevere
LungotevereLa fuga

Dopo ogni colpo, bici velocissime lungo il fiume, con Tumi Amar nelle cuffie.

La foresta allagata di Ratargul
Sylhet · RatargulLa foresta allagata

Il ricordo di Apa: una barca stretta tra gli alberi, il padre che rema e non si volta.

Antagonisti

Quelli che la città ce l'hanno già

Tre poteri che si spartiscono Roma Est per quieto vivere, finché la Banda non rompe l'equilibrio. Il finale li mette tutti nella stessa stanza.

La famiglia

I Dragona

Vincenzo Dragona comanda su mezza Roma. Solo loro strozzano, solo loro decidono chi apre e chi brucia. Quando sparisce un chilo non conta il prezzo: nessuno fotte i Dragona. Prima fanno domande con gentilezza, poi in un garage a Torre Spaccata.

Un poliziotto con il distintivo al tavolo dei Dragona
La divisa

I poliziotti corrotti

Due italiani con la faccia pulita e le scarpe troppo costose per il mestiere che fanno. Uno ha il cappellino degli Yankee e non sta mai a favore di telecamera. Chiedono contributi volontari ai negozianti e comprano il chilo della Banda per cinquantamila euro. Poi hanno paura.

Babu armato dentro il Dhaka
Il mandante del rapimento

Babu

L'usuraio della comunità. Presta diecimila euro e ne vuole centomila. Non può strozzare in strada senza pestare i piedi ai Dragona, così commissiona alla Banda il sequestro di Karim. Una volta sola, dicono. È l'unico che sopravvive alla resa dei conti, ed entra al Dhaka sporco di sangue.

● LIVE
rider_roma99 · che era sta roba????peppe_trastevere · via giulia??

Il quarto antagonista

@bengalboy.it

Il profilo di Nab è il loro alleato e il loro nemico. Ogni rapina fa salire i numeri, e ogni video porta qualcuno più vicino alla porta del Dhaka. Nella serie i numeri scandiscono gli episodi.

  • 1.240Ep. 3 · il profilo nasce
  • 26.000Ep. 4 · la diretta di Via Giulia
  • 600.000Ep. 7 · il video della Mela
  • 1.200.000Ep. 7 · «bengalboy.it 3 – Dragona 1»
  • 1.400.000Ep. 8 · nessun nuovo post

La prima stagione

Otto episodi

Il racconto ha un prologo e dodici capitoli. La serie li distribuisce su otto episodi e aggiunge colpi e storie che il racconto accenna soltanto. Apri un episodio per leggerlo.

Episodi 1–3Invisibili

Il colpo che cambia tutto, il chilo venduto alle divise, l'officina. Nessuno li guarda, ed è il loro vantaggio.

Episodi 4–5Famosi

La diretta di Via Giulia e le rapine nella Roma bene. Un milione di persone li guarda, e la città comincia a cercarli.

Episodi 6–8Esposti

Il sequestro, la morte di Ferro, la trappola di Apa. Tutti sanno chi sono, e qualcuno deve pagare il conto.

Ma…

Seconda stagione

Un re di Roma non scappa

Apa non è morta. E i ragazzi non sono mai saliti su quell'aereo.

Apa si risveglia dal coma e il suo regno non c'è più. La polizia ha sequestrato il Dhaka: saracinesca sigillata, frigoriferi spenti, il bancone vuoto. Poi la cerca un commercialista che nessuno conosce. Sa dei conti, sa dei mille rivoli, sa più di quanto dovrebbe.

A chi ha fatto importanti favori Apa?

Apa aveva preparato tutto per farli sparire, ma non poteva farli scappare. Chi diventa re di Roma non lascia Roma: se ne va, la perde. La seconda stagione riparte da quel colpo a bruciapelo nel Dhaka, da tre milioni sparsi in mille rivoli e da una città che adesso sa chi sono. Babu è ancora vivo. I Dragona hanno perso uomini e faccia. @bengalboy.it ha un milione e quattrocentomila persone che aspettano il prossimo video.

  • ApaSopravvive al colpo di Babu ed esce dal coma senza più niente: il Dhaka è sotto sequestro, la comunità ha smesso di passare da lei.
  • Il commercialistaUn uomo misterioso che conosce i conti di Apa meglio di lei. Dietro di lui c'è qualcuno a cui Apa, in passato, ha fatto favori che contano.
  • I ragazziRestano a Roma, nascosti in piena vista dentro la città che li cerca.
  • Babu e i DragonaDue vendette che si incrociano, e un debito che nessuno ha ancora pagato.
  • @bengalboy.itUn profilo fermo con un milione e quattrocentomila persone in attesa. Quando torna a parlare, Roma ascolta.

Look book

Notte bagnata, cuore in festa

Il trailer è già il riferimento visivo della serie. Il buio di Roma sotto la pioggia, e sopra i colori della comunità: lo zaino giallo, i sari rossi, il verde della bandiera.

Asfalto bagnato
Zaino · calendula
Sari
Bandiera · sangue
Insegna del Dhaka
Luce al sodio
Luce

Notte, pioggia, sodio e insegne. La luce piena del giorno appartiene al Dhaka, all'officina e al ricordo di Ratargul.

Camera

All'altezza della bici. Lunghe pedalate in piano sequenza, il timer dell'app in sovrimpressione, Roma che scorre senza fermarsi su una cartolina.

Schermi

I video verticali di @bengalboy.it entrano nel racconto con i loro commenti. Il pubblico della serie guarda insieme ai follower.

Musica

Bangla-tech sui titoli, con un'intera generazione di bengalesi che balla davanti al Colosseo. Tumi Amar di Habib Wahid sotto le rapine, Esho he Boishakh alla Mela.

Lingua

Bangla sottotitolato, italiano, romanesco. Il motto «Shohor amader. Bhoy karor na.» torna come un ritornello.

Volti

Interpreti della comunità bengalese di Roma, accanto ad attori romani per i Dragona e le divise.

Le immagini del trailer

Le illustrazioni del racconto

Stima del budget

Quanto costa

Una stima indicativa, basata sui costi medi delle serie crime italiane di fascia alta prodotte per piattaforme e pay TV. Va verificata con un produttore e un piano di lavorazione.

Prima stagione · 8 × 50'€ 10–16 mlncirca € 1,2–2 milioni a episodio
Versione contenutasotto € 1 mln / ep.Più notti in interni, meno giorni nel centro storico

Il tax credit nazionale per la produzione audiovisiva e i fondi della Regione Lazio possono coprire una parte rilevante dei costi.

  • Troupe e riprese40–45%Circa 80–100 giorni, molte notti in esterni, scene in bici e sotto la pioggia
  • Cast12–15%Volti nuovi della comunità bengalese, nomi riconoscibili per Dragona e divise
  • Post-produzione e VFX10–12%Pioggia, schermi social, inserti grafici, color grading
  • Spese generali e imprevisti10%
  • Location e permessi8–10%Centro storico di Roma, Roma Est, la Mela a Largo Preneste
  • Sviluppo e scrittura5–7%Writers' room, bibbia, sceneggiature degli 8 episodi
  • Musica e diritti3–5%Brani bengalesi e colonna originale
Copertina del racconto Riders on the Storm

Il racconto

Riders on the Storm

Un racconto di Massimo Scognamiglio. Un prologo e dodici capitoli, raccontati da Apa.

Autore
Massimo Scognamiglio
Editore
Independently published
ISBN
979-8-18160-384-4
Lingue
Italiano · English

L'autore

Massimo Scognamiglio è artista, fotografo, esperto di tecnologie e scrittore. Da oltre trent'anni lavora tra arti visive, letteratura e innovazione digitale. Ha esposto in Italia e all'estero, tra gli altri al Museo MACRO e al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e nel 1996 ha fondato a Roma una delle prime società italiane dedicate al web. Ha vissuto in California e nel Midwest americano. Il trailer è suo.